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Diversificare su più banche: Conti deposito

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Diversificare su più banche: Conti deposito

Era previsto è sta accadendo: i risparmi si stanno spostando sui conti deposito, al riparo dalle oscillazioni della Borsa e dalle impertinenze dei mercati finanziari, dove ormai si ragiona a breve termine.

Tutto bene, dunque? Certo. A patto che si tenga ben presente il «rischio controparte», ovvero la capacità della banca o dell’azienda in cui si investe di restituire il capitale.

«Bisogna valutare bene la capacità degli istituti finanzari (le banche) scelti di restituire il capitale investito»

Questa è una regola che vale sempre. Ma che diventa ancora più rilevante oggi, in un periodo in cui i giudizi di rating (ovvero quelli sulla capacità di pagare i debiti di uno Stato, ente, banca o società) cambiano in modo repentino.

Come ha fatto l’agenzia Moody’s, che a settembre ha declassato sette banche italiane.

In ottobre, poi, lo hanno fatto anche i «colleghi » di Standard & Poor’s.

«Per essere sicuri, va controllato quanto i titoli delle società su cui ci affidiamo siano vivi sul mercato»

E se è pur vero che spesso le agenzie di rating possono sbagliare (clamorosa la tripla A assegnata alla Lehman Brothers poi fallita poco tempo dopo), occorre comunque tenere bene gli occhi aperti.

Diversificare: conti deposito

«Il modo esiste ed è bene conoscerlo: il rischio controparte si misura con lo spread, cioè con il differenziale evidenziato dai titoli e dalle azioni che sono sul mercato.

Tanto per fare un esempio: quando il prezzo di un titolo scende, è già evidente che qualcosa non va, ma soprattutto occorre calcolare la differenza tra l’interesse che quel titolo, un’obbligazione bancaria o societaria, garantisce e quello pagato da un altro considerato a rischio zero, ad esempio i soliti Bund tedeschi ».

In poche parole, più è alta la differenza e più bisogna diffidare nel lungo o nel medio periodo. «A questo punto, l’unico consiglio è diversificare su più controparti.

Scegliete il conto deposito? Allora è meglio in più banche».

A onore del vero, va ricordato che esiste un fondo interbancario che garantisce il rimborso dei capitali sino a 103 mila euro, quindi entro questa soglia il ritorno del capitale è garantito.

Ma è bene prestare sempre molta attenzione.

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