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Stop tariffa elettrica bioraria: le alternative

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Stop tariffa elettrica bioraria: le alternative

La tariffa bioraria potrebbe andare in pensione, inadeguata alla situazione attuale del mercato elettrico.
Lo scontro tra il fotovoltaico, che tiene bassi i prezzi di giorno, e i produttori da fonti convenzionali, che per rifarsi li alzano la sera, ha determinato uno stravolgimento dei prezzi dell’energia nelle tre fasce orarie.

Ora la fascia F1, che va dalle 8 alle 19 dei giorni feriali, non è più quella in cui l’energia in Borsa costa più cara: è stata superata dalla F2, che comprende le ore dalle 7 alle 8 del mattino e dalle 19 alle 23.

Di conseguenza si riduce la differenza di prezzo tra le due fasce di prezzo della bioraria attuale (la F1 e la F 23, che comprende, oltre alle ore della F 2, anche quelle F3, dalle 23 alle 7 e festivi sabato escluso) e dunque il sistema tariffario ha meno senso: spostando i consumi in F23 si risparmia meno che in passato.

L’Autorità sta già pensando ad alternative da applicare dal 2013.

Due le opzioni proposte: il mantenimento di un sistema tariffario biorario, accorpando però F1 e F2 anziché F2 ed F3, oppure un nuovo sistema triorario.

Nella prima ipotesi le ore più care sarebbero dalle 7 alle 23 dei feriali, mentre per risparmiare di dovrebbero spostare i consumi tra le 23 e le 7 del mattino o nei festivi, sabato escluso.

Nella seconda ipotesi si avrebbero tre fasce con costi diversi: la sera dopo le 19 e la mattina tra le 7 e le 8, se il trend continua, l’elettricità potrebbe costare più che di giorno, ma la fascia meno cara resterebbe sempre quella, più scomoda, della notte e dei festivi sabato escluso.

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