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Tariffa Bioraria a rischio

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Tariffa Bioraria a rischio

L’Autorità per l’energia ha proposto di modificare la struttura della tariffa bioraria applicata al mercato tutelato, quella che di fatto paga la maggior parte degli italiani.

Oggi la tariffa bioraria ha perso l’obiettivo originario, perché la convenienza tra il giorno e la notte si è molto assottigliata (in pratica siamo quasi di fronte a una tariffa monoraria).

L’Aeeg propone di prolungare la fascia di consumi più cara fino alle 23 (oggi invece termina alle 19): in pratica resterebbe solo la notte fonda per risparmiare. In questo modo ai cittadini viene tolta la possibilità di usufruire della fascia agevolata.

Per fare in modo che la bioraria del mercato tutelato torni a essere vantaggiosa il problema va risolto alla fonte, ovvero a livello della produzione di energia elettrica.

Le fonti produttive oggi sono gestite male. L’energia che deriva dalle rinnovabili, in particolare il fotovoltaico (che se usata bene è preziosa per le tasche e per l’ambiente) non è integrata bene nella rete. Anche gli incentivi non sono stati gestiti al meglio.

La proposta dell’Authority di modificare le fasce orarie non affronta il problema alla radice. Anzi, si chiede alle famiglie di pagare il prezzo degli errori compiuti da chi ha gestito male il mercato.

Cosa succederà, poi, al mercato libero se cambia la bioraria dell’Aeeg?

Modificare la struttura delle fasce orarie potrebbe avere altre conseguenze negative per i consumatori: contratti ancora più complicati, più difficili da valutare e meno vantaggiosi di quelli attuali.

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