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Dizionario: investimenti e crisi

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Dizionario: investimenti e crisi

Una settimana per capire il destino dell’Italia e dell’Eurozona. E, intanto, i termini della finanza sono entrati nel linguaggio comune. Ecco dunque un dizionario ragionato per capire la crisi.

Btp

Sono i Buoni del tesoro pluriennali, i titoli pubblici con cui lo Stato raccoglie soldi e finanzia il debito. Se uno Stato non è più in grado di rimborsarli, va in default.

Spread

Misura la differenza tra il rendimento dei titoli tedeschi Bund (considerati i più sicuri) e quelli di altri Stati. «Il tasso di interesse che l’Italia è in grado di reggere senza rischi è dell’8-10 per cento, ma solo sul breve periodo. Il debito pubblico infatti si rifinanzia all’incirca ogni 7 anni (durata media dei Btp) e solo se dovesse rifinanziare tutto ad altissimi costi sarebbe un disastro. A breve no, si può fare».

Default

Tecnicamente, fallimento. La Ue non può permettersi quello italiano. Se il nostro Paese fallisse, si porterebbe dietro molti Paesi dell’Eurozona. «Succede perché le banche sono imbottite di titoli di Stato italiani. Inoltre, se crollasse l’Italia, anche le grandi economie come quella tedesca sarebbero declassate, senza un mercato importante per le loro esportazioni».

Bce

Molti sostengono che l’assenza di una vera banca comune che emetta moneta sia una delle cause della crisi europea, «ma di fatto la Banca centrale europea è protagonista comprando le obbligazioni degli Stati». E poi: «A differenza della Fed, la banca centrale Usa che si muove a sostegno dell’economia, la Bce per statuto deve essere più prudente e agisce per salvaguardare il valore della moneta e mantenere il tasso di inflazione sotto il 2,5».

Fondo Efsf

È il fondo per la stabilità finanziaria dell’Europa, creato nel 2010 per sostenere la Grecia e con una capacità di 440 miliardi.È stato appena potenziato dall’Eurogruppo con un sistema di garanzie che copre tra il 20 e il 30 per cento dei bond dei Paesi a rischio e con un fondo di investimenti comuni per comprare il credito sovrano.

Eurozona

L’insieme dei 17 Paesi Ue che hanno adottato l’euro e i cui ministri dell’Economia formano l’Eurogruppo. Diversa cosa è l’Ecofin, che è l’insieme dei ministri delle Finanze dei 27 Stati membri dell’Unione.

Credit crunch

È il collasso del sistema creditizio. Non c’è liquidità, le banche non si prestano il danaro tra loro perché non si fidano e gli interessi salgono, a svantaggio dei mutui e del finanziamento alle imprese, che diventano meno competitive.

Recessione

Per la prima volta Moody’s ha affermato che il Pil italiano sarà in recessione nel 2012, contraendosi dello 0,5 per cento. «Si è affermato nel mondo un modello di economia basata sul debito e quindi costretta a crescere perché indebitata. Se non c’è crescita, il meccanismo globale si inceppa ».

Rapporto debito pubblico/Pil

Recessione vuole dire produrre menoricchezza, quindi peggiorare il rapporto tra il Pil e il debito pubblico. E il rischio di insolvenza si aggrava.

Eurobond

Si discute tanto dell’emissione di titoli di Stato europei, più affidabili perché sarebbero garantiti anche dagli Stati europei più forti. «La Germania si troverebbe a svolgere un ruolo traino,magiustamente non vuole pagare per le irresponsabilità altrui».

Rating

Il giudizio sulla affidabilità (solvibilità) di Stati e imprese emesso dalle agenzie come Moody’s e Standard & Poor’s. L’Italia, considerata a «rischio di shock finanziari», è A per S&P e A2 per Moody’s.

Risparmio

L’Italia continua ad avere una consistente ricchezza privata. E insieme con il Giappone rimane, per quanto riguarda il risparmio, un Paese virtuoso. Questo nella crisi è un vantaggio.

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