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Pensione: lavorare di più ed investire meglio

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Pensione: lavorare di più ed investire meglio

Tutti in pensione a 67 anni. Subito? Nel 2026? Lo scontro è ancora in corso.
E sarà un banco di prova anche per il nuovo governo tecno-politico. Comunque vada, le pensioni italiane non terranno il passo con i salari già fra dieci o quindici anni.

Anzi sono condannate a perdere molto terreno secondo un puntuale studio del Cnel e del Cer. Chi oggi ha più o meno 50 anni e andrà in pensione negli Anni 20 del 2000, potrà contare su un mensile che varrà circa il 57% dello stipendio.

E vent’anni dopo la situazione potrebbe peggiorare: i trentenni di oggi avranno una rendita che corrisponderà solo al 37%, un po’ più di un terzo, di quanto si guadagna ogni trenta giorni con il proprio lavoro.

Questo scenario nasce con le riforme Amato e Dini, che hanno riportato verso l’equilibrio e la sostenibilità il sistema pensionistico italiano, con il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo.

Nulla di imprevisto quindi. Ma come si fa ad evitare di impoverirsi fra venti o quaranta anni? Le soluzioni sono solo due e dovrebbero essere usate insieme. La prima: lavorare di più.

Per avere lo stesso stipendio che toccava ai nostri padri e nonni dovremo lavorare un anno in più se si va in pensione tra il 2020 e il 2030. Tre anni in più se si smetterà di lavorare tra il 2030 e il 2040.

Cinque anni e mezzo in più se il traguardo è spostato al 2040/2050. La seconda: investire meglio. C’è una bella differenza se, per esempio, riusciamo a risparmiare 3000 euro all’anno (indicizzati per 30 anni) e portiamo a casa un interesse medio annuale del 3%. In questo caso nel 2040 potremo contare su circa mezzo milione di euro (per la precisione 497.308 in euro del 2040 ovviamente) da aggiungere alla nostra pensione.

Se invece l’interesse medio dei nostri investimenti fosse l’8%, due punti in meno del rendimento delle Borse globali negli ultimi 30 anni, nel 2040 il nostro capitale andrebbe su fino a 1.253.646 euro. Questa sì che è una pensione integrativa.

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