Gestione e tutele: carte di credito ricaricabili

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Gestione e tutele: carte di credito ricaricabili

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Gestione e tutele: carte di credito ricaricabili

Dato che le ricaricabili in genere non sono “ancorate” a un conto bancario, non è possibile disporre di un estratto conto con cui controllare le spese effettuate. Se si desidera monitorare le uscite generate da una prepagata l’unica soluzione è conservare gli scontrini degli acquisti e le ricevute dei prelievi oppure attivare i servizi di SMS Alert.

Con questa definizione viene chiamata la piattaforma offerta da tutti gli operatori (con la significativa eccezione di Poste Italiane) che consente all’intestatario di una carta di debito (bancomat) o di credito (ricaricabile o convenzionale) di ricevere dall’emittente messaggi di testo contenenti, per esempio, i dettagli sul saldo o sulla disponibilità residua.

Le informazioni comunicate da questo servizio sono di due tipi: quelle “a richiesta”, che giungono dopo che l’utente ha inviato un SMS al proprio gestore richiedendo una precisa indicazione (come l’importo di denaro presente sulla carta); oppure quelle “in automatico” che sono veicolate sulla base di parametri scelti dal consumatore che può decidere, per esempio, di essere avvisato via SMS ogni qualvolta esegue un pagamento superiore a una certa soglia. Così come hanno fatto da tempo gli issuer delle carte di credito convenzionali, anche le banche che emettono ricaricabili hanno inoltre predisposto delle procedure specifiche in caso di smarrimento e furto della carta. Tale sistema prevede che il titolare utilizzi il numero dedicato stabilito dall’emittente per avvisarlo di bloccare la carta, e denunci al più presto il furto o lo smarrimento della ricaricabile ai Carabinieri o alla Polizia.

Tale dichiarazione deve poi essere allegata alla documentazione da inviare alla banca per ultimare la procedura.

Questa operazione è necessaria non solo per richiedere una nuova ricaricabile, ma anche per vedersi restituire il credito residuo ancora disponibile nella prepagata. Fino al momento in cui la carta non viene annullata, gli addebiti e i prelevamenti effettuati da terzi non sono risarcibili: gli operatori rimborsano infatti solo il credito residuo disponibile dal momento esatto in cui il titolare ha denunciato all’emittente la scomparsa o la sottrazione della carta. Alcuni istituti prevedono inoltre una piccola commissione (da 1 a 5 euro) per l’operazione di rimborso.

Altri invece stabiliscono una franchigia comunque non rimborsabile nel caso di smarrimento e furto: è il caso di CartaSì e di Banca Intesa San Paolo, che prevedono che il titolare che non ha attivato il servizio di SMS Alert sia responsabile fino a un importo massimo di 150 euro per gli utilizzi illeciti della carta smarrita o rubata. A onor del vero è il caso di segnalare che l’espletamento delle procedure di rimborso del credito residuo non è rapido come dovrebbe essere e che l’assistenza offerta dagli operatori potrebbe essere migliore.

“Quasi il 10% delle segnalazioni che arrivano alla nostra associazione riguarda le carte di credito e l’impressione è che l’utente di una prepagata sia trattato come un “consumatore di serie B” .

Le lamentele degli utenti riguardano la scarsa qualità dell’assistenza clienti, tempi lunghi per il completamento delle procedure di rimborso del credito residuo e problemi relativi alla contestazione di transazioni on-line non autorizzate.”

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