Bus e metro, rimborso biglietto dopo 30 minuti di ritardo

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Bus e metro, rimborso biglietto dopo 30 minuti di ritardo

Bus e metro, rimborso biglietto dopo 30 minuti di ritardo

Bus e metro, rimborso biglietto dopo 30 minuti di ritardo

Un’indagine diffusa nel 2015 scattava un’immagine poco felice del trasporto pubblico in Italia. Tra i punti critici segnalati da oltre 3500 utenti intervistati in 10 città, i ritardi dei mezzi: 18 minuti in media a Palermo, 15 minuti a Napoli e 14 a Bari e a Roma. Ma la bozza del decreto legge sui servizi pubblici locali potrebbe ora stimolare un miglioramento: prevede il rimborso del biglietto dopo i 30 minuti di ritardo nel caso di trasporto pubblico urbano e dopo un’ora per corse extraurbane.

Escludendo casi di calamità naturali, scioperi ed emergenze imprevedibili. Sgorgano subito dubbi sulle modalità pratiche mentre Massimo Roncucci, presidente dell’Asstra, l’associazione di società ed enti del trasporto pubblico locale, fa notare: «Se il bus è in ritardo perché si rompe è giusto che paghiamo noi, ma se resta fermo nel caos del traffico è difficile addossare a noi la responsabilità». E ci sono realtà locali dove «oltre i 30 minuti di ritardo, bisogna organizzare una corsa sostitutiva o si rischiano sanzioni da parte della Regione e del Comune». EVASIONE Arrivano anche cattive notizie per chi non paga il biglietto, ovvero – sempre secondo l’Asstra – il 20% di chi viaggia in bus, tram o metropolitana (punte del 40% a Roma, c’è anche un 4,7% sui vaporetti di Venezia), per un danno di 400-500 milioni l’anno («potremmo comperare 1800 bus»).

Aggravato dal particolare che viene effettivamente pagato solo il 30% delle multe. La bozza del decreto legge fissa in 200 euro la massima sanzione da definire con legge regionale: se le novità saranno confermate nel testo definitivo, verranno dati più poteri ai controllori, concedendo lo status di pubblico ufficiale a chi esegue le verifiche, aprendo alla possibilità di mettere a disposizione la polizia giudiziaria (cui pure non manca il lavoro), aggiungendo sistemi di videosorveglianza. E obbligando a “vidimare” ad ogni corsa se si è abbonati. Ancora Roncucci approva: «È importante che si debba mostrare un documento di identità al controllore.

Circa metà delle multe ci tornava indietro perché l’identità dei “portoghesi” risultava inesistente ». Molto meno convinti i consumatori del Codacons: «Ovviamente siamo contrari a qualsiasi forma di evasione ma la riteniamo una misura ridicola. Alla luce dello stato pietoso dei trasporti pubblici locali e dei tanti disagi che quotidianamente assillano l’utenza, bisogna potenziare i mezzi».

Tuttavia è previsto un programma di ammodernamento dei mezzi, con l’esclusione di quelli più inquinanti dal 2018. Nel parco autobus italiano, secondo i dati del settore, la media di età dei mezzi è di 12 anni, 5 più di quella europea. E, a proposito di Europa: l’Asstra spiega che il biglietto medio italiano è fra i meno cari. Per ora, almeno.

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